venerdì 15 febbraio 2008

A mio padre.

Non so se riusciremo più a parlarci come un tempo, per il semplice gusto di chiacchierare e godere della reciproca compagnia. Ormai non mi rispondi quasi più, non so nemmeno se mi ascolti mentre ti parlo, guardi nel vuoto e non sono sempre certa che tu mi conosca.
E' successo così in fretta, da un giorno all'altro sei cambiato, sembra che la presenza delle persone che hai sempre amato di più ti sia diventata indifferente e io non riesco a sopportarlo.Lo so che fa parte della vita, succede ogni giorno e non sto dicendo che non lo accetto, ma non posso fare a meno di provare questo dolore costante, che non mi abbandona mai, qualunque cosa io stia facendo, in qualunque luogo sia in ogni momento delle mie giornate e delle notti, visto che ultimamente mi sveglio molto spesso.
Non sopporto coloro che mi dicono che bisogna tirare avanti facendo finta che non sia successo niente, perchè invece sta succedendo una cosa orribile, ti sto perdendo lentamente, senza sapere minimanente che durata avrà questa agonia e mi sento impotente davanti a qualcosa di troppo più grande di me.
Non sono state sempre rose e fiori tra di noi, per certi aspetti magari sei stato eccessivamente severo e pretenzioso, o forse ero io che temevo sempre di non essere all'altezza delle tue aspettative, ma sono certa che sei stato orgoglioso di me, così come lo sono stata io nei tuoi confronti.
So che hai sempre solo desiderato che fossi felice e, anche se forse non siamo mai stati capaci di tante manifestazioni di affetto, ci siamo sempre amati tantissimo ed è per questo che mi sembra impossibile che adesso non comunichiamo praticamente più. Tu vivi nel tuo mondo, dove nessuno più riesce a entrare e io continuo a sperare che miracolosamente le cose tornino come erano un tempo.
In ogni caso sono lieta di avere tanto di bello da ricordare e voglio che siano le fotografie di quei momenti ad accompagnarmi sempre, anche in questo periodo così triste e buio. Voglio pensare agli aperitivi presi la domenica mattina al bar dell'aereoporto, alle passeggiate in bicicletta nelle domeniche di austerity in cui non circolavano le macchine, alla mia prima Barbie comprata insieme al mare, a quando mi dicevi che comunque niente avrebbe mai dovuto annientarmi, perchè per ogni problema c'è una soluzione.
Purtroppo temo che non ci sia per ciò che sta accadendo ora, ma per me il tempo si è fermato: i tuoi capelli sono corvini, i tuoi occhi sono del loro azzurro di sempre, come il più limpido dei cieli d'estate e risaltano sulla tua abbronzatura perenne, che non è mai frutto di una vacanza, ma di mesi di lavoro sotto al sole.
Voglio che queste siano le immagini fissate per sempre nella mia mente e nel mio cuore e che nulla di quanto sta accadendo ora possa offuscarle mai.

1 commento:

sachertorte ha detto...

Bellissimo! Toccante, emozionante, appassionato, vero! Leggerlo fa vibrare le corde più profonde dell'anima! Mi piace pensare che forse se tuo papà lo leggesse, si sveglierebbe, anche solo per un minuto per dirti:"Grazie Ninetta, grazie per queste parole che solo ora mi dici, ma che sono sicuro avresti sempre voluto dirmi". Sono sicura che sono le stesse parole che lui avrebbe voluto dirti e che non ti ha mai detto. A volte però le parole sono superflue e io sono sicura che tu e tuo padre se non ve le siete dette è perchè non erano necessarie; voi due così simili e così diversi non avete mai avuto bisogno di parlare...a parlare sono sempre stati i vostri sguardi e sia tu che lui lo avete sempre saputo. Ti abbraccio forte come sai! Nadia